giovedì 24 novembre 2011

Satira e Sicilia




Oggi è un buon giorno: anziché sul luogo di lavoro, sono stato in trasferta per il corso di apprendistato, durato cinque ore dopo le quali sarei dovuto tornare in sede per svolgere le mie mansioni, da norma, ma ho preso accordi per un permesso.
E ci avviciniamo al week-end.
Ciò mi dà del tempo per scrivere anche oggi un bell'articoletto.
Qualche giorno fa, su Facebook apparve un gruppo così nominato: "Dopo l'alluvione speriamo nell'Etna per farvi sparire". I creatori di suddetta pagina vi passavano il loro tempo a destreggiarsi con dell'humour nero sui siciliani.
Inutile dire che i commenti andavano dai 200 ai 1000. 
Dando per scontato quale fosse il loro contenuto, non li ho letti.
Posso solo garantire che i post erano esilaranti. Quella sì, ch'era satira. Cazzo.
Purtroppo, come per tutte le cose migliori, oggi quella pagina è introvabile: chi modera Facebook l'ha cancellata.
Personalmente, in quest'eliminazione non vi ho visto nulla di giusto ed equilibrato. Non fosse altro perché quella fatta sui siciliani era (sacrosanta) satira.
Pare che i concetti espressi dalla Guzzanti in Viva Zapatero! valgano solo quando la vittima di ogni umorismo, irriverente sprezzante o delicato che sia, è Berlusconi.
Voglio essere onesto: io sono un appassionato battitore di tasti da forum ormai da qualche anno e vanto diverse cancellazioni del mio account da parte degli admin dei vari siti che frequento o ho frequentato, ne consegue abbia un innegabile gusto per l'unpolitically correct per cui nei casi come quello di cui scrivo ora mi ritrovo a non poter nascondere d'essere di parte.
Penso fermamente che l'umorismo, in particolare quello che volteggia sulla linea di demarcazione fra la provocazione e l'irriverenza, quando fatto da una persona la quale poi nel proprio vivere quotidiano cerca di mostrare l'eleganza del rispetto verso chicchessia, sia il modo migliore per stigmatizzare tutte quelle situazioni in cui è facile cadere nell'imbarazzo. E chi è dell'altra parte deve essere in grado di avere dell'autoironia.
Non c'è nulla di male a fare una battuta sugli ebrei, i neri, gli slavi od i terroni, se queste categorie hanno l'intelligenza di riderci sopra e comprendere che, magari, certi pregiudizi per una ragione o l'altra non sono così infondati.
L'offesa la crea chi si offende, non chi si esprime.
Il massimo sarebbe, poi, se le vittime della satira o del sarcasmo fossero capaci di replicare a loro volta, con altrettanto gusto per il vetriolo.

Freud disse che nell'ironia c'è sempre un fondo di verità. Per me è Bibbia.
Ho spulciato allora anche stavolta la rete, per trovare qualche dato.
Nell'ordine, la Sicilia è:
- la regione con il più alto tasso di disoccupazione;
- la seconda regione con la più alta percentuale di abusi edilizi;
- l'unica regione a Statuto Speciale che trattiene il 100% del proprio gettito fiscale.
Oh! si facessero almeno una risata quando s'ironizza su loro, o tutt'al più abbozzino, e che cazzo!

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